Sul finanziamento della ricerca con le cellule staminali embrionali

 

COMUNICATO DELLA FIBIP 

(Federazione Internazionale degli Istituti e Centri di Bioetica

d’ispirazione personalista)

 

 

 

 

La FIBIP si fa interprete delle riflessioni dei Centri e Istituti federati nel prendere conoscenza delle decisioni e degli orientamenti espressi nella riunione del Consiglio dei Ministri dell’Unione Europea svoltasi ieri, 24 luglio, sul tema del finanziamento delle ricerche sulle cellule staminali embrionali.

Sentiamo il dovere di rilevare anzitutto la contraddittorietà della decisione,  che, mentre esclude il finanziamento delle attività di ricerca che distruggano embrioni umani, , lo prevede per le ricerche in cui vengano utilizzate le linee cellulari di origine embrionale già esistenti: la commercializzazione pone soltanto una distanza di tempo fra la soppressione e l’utilizzazione delle sue cellule e lega insieme nella complicità i diversi attori di un unico progetto. Si aggiunge inoltre l’idea del commercio di esseri umani e di parte della loro corporeità. E’ specialmente grave che sia stata esclusa la segnalazione di una data in relazione al momento della produzione delle linee cellulari in questione. In questo modo, se domani qualcuno distrugge degli embrioni per ottenere delle cellule staminali, dopodomani un ricercatore europeo potrà utilizzarle per la sperimentazione con i fondi finanziari della Comunità Europea.

Dall’Europa che si sta impegnando doverosamente per estinguere le vampe di morte e di violenza nei Paesi del Mediterraneo; dall’Europa, che ha conosciuto in passato le atroci sofferenze di milioni di esseri umani ai quali fu negato il diritto alla vita per la ragione che in essi non si riconosceva la medesima dignità avallando così una discriminazione, da questa Europa risorta su nuove basi, quella dei diritti umani, ci si attendeva a nostro parere un messaggio più alto e integrale in tema di diritto alla vita, il primo e più elementare dei diritti dell’uomo.

Le ragioni della scienza e le necessità della terapia di malattie gravi  hanno trovato speranze fondate nella ricerca sulle cellule staminali somatiche, aprendo la strada alla ricerca vera che non accetta il principio di poter uccidere per guarire o per sollevare altri dalla sofferenza.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Invitiamo i ricercatori, fedeli, all’impegno per la vita e per l’uguaglianza dei diritti umani riconoscibili per ogni figlio concepito, a preparare un orizzonte per la scienza consono alla dignità della persona umana il cui valore è presente fin dall’inizio dell’esistenza di ogni individuo.

Chiediamo ai politici, inoltre,  di lasciare i temi della vita al di sopra del dibattito dei programmi dei partiti, nell’ambito di quei valori in cui la coscienza di ognuno possa decidere in sovranità e vera libertà avendo riguardo soltanto alla dignità di ogni essere umano e ai valori che fondano e guidano la libertà di coscienza, ivi compresa la fede in Dio Creatore.

 

25 luglio 2006